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Domenica al museo: tre luoghi che forse non conosci da scoprire gratuitamente

Domenica al museo: tre luoghi che forse non conosci da scoprire gratuitamente

Una delle più apprezzate iniziative del MiBACT è la Domenica al Museo, che si ripete, puntualmente ogni mese, dal luglio 2014: si tratta della possibilità, aperta a tutti, di visitare gratuitamente i luoghi della cultura dello Stato tutte le prime domeniche di ciascun mese.

L’iniziativa riguarda siti archeologici, musei, giardini monumentali, parchi, compresi i siti di interesse mondiale, come gli Uffizi di Firenze, il Colosseo, la Valle dei Templi, la necropoli di Cerveteri.

Al contrario Domenica al Museo non si estende direttamente ai luoghi della cultura appartenenti agli enti locali: per loro è prevista un’adesione facoltativa all’iniziativa, rimessa alla volontà dell’ente che ne è proprietario o gestore.

A Roma, per esempio, sono gratuiti a inizio mese siti come Ostia Antica, il Foro Romano con il Palatino e Castel Sant’Angelo, ma sono esclusi i musei civici Capitolini, i Mercati di Traiano e la Centrale di Montemartini.

Nei tre anni passati dall’introduzione di questa bella novità i dati parlano chiaro: l’iniziativa non solo è piaciuta, ma ha fatto bene ai musei italiani, in termini di maggiori visite e aumento degli introiti da bigliettazione.

A fronte della gratuità di un giorno al mese, la popolarità dei nostri luoghi della cultura è salita così tanto da spingere in alto in numero degli accessi mensili, anche nei giorni ordinari, e quindi a pagamento.

Al successo, probabilmente, hanno contribuito anche le iniziative speciali (queste, spesso, a pagamento) che i musei e i siti archeologici hanno adottato in concomitanza della prima domenica del mese, durante le quali propongono speciali visite guidate o la possibilità di accedere a luoghi solitamente non aperti al pubblico o laboratori e aperture notturne.

La città che maggiormente ha beneficiato delle domeniche gratuite è stata Roma, grazie alla consistente presenza (per numero e importanza) di musei, siti archeologici e giardini monumentali dello Stato.

Non è da meno, però, nemmeno il resto del Lazio, ricco di luoghi della cultura statali quattro dei quali patrimonio UNESCO: è questo il caso delle necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia o di Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli.

La lista dei siti del Lazio aderenti alla Domenica al Museo è lunga: eccone 3 che forse non conosci, ma che valgono un viaggio.

Civita Castellana: Forte Sangallo e Museo Archeologico dell’Agro Falisco

Civita Castellana è una piacevole cittadina in provincia di Viterbo, famosa nel mondo per la ceramica.

La sua storia inizia tremila anni fa, con la popolazione preromana dei Falisci: nei pressi del moderno insediamento un tempo sorgeva Falerii Veteres, un tempo capitale di questo popolo. Il sito archeologico è liberamente visitabile, e merita una passeggiata.

L’elemento architettonico più interessante della città è il Forte Sangallo, una maestosa opera difensiva costruita tra il 1499 e il 1513 che permise alla città di resistere con successo agli attacchi dei Lanzichenecchi.

Nel 1977 all’interno della fortezza è stato ricavato il Museo Archeologico dell’Agro Falisco, un museo nel museo che racconta la storia delle popolazioni falische dall’Età del Ferro alla conquista romana del 241 a.C.

Oriolo Romano – Palazzo Altieri

Oriolo Romano è un piccolo paese del viterbese noto per la vecchia Mola (resa celebre dalla scena con Leonardo da Vinci nel film Non ci resta che piangere) e la Sagra del fungo porcino.

Il centro dell’abitato è dominato da Palazzo Altieri, palazzo baronale costruito dagli Orsini e successivamente rimaneggiato dai Santacroce e dagli Altieri, da cui il nome.

Fu eretto tra il 1578 e il 1585 secondo i canoni del manierismo cinquecentesco del palazzo-villa con l’edificio a corpo centrale con loggiato tra corpi laterizi elevati in forma di torre. Vi si accede dalla suggestiva piazza centrale, attraverso un ponte.

L’interno è articolato in spazi ampi e ben distribuiti, con ambienti decorati con stucchi, affreschi e pitture di buona fattura, alcune attribuite alla scuola di Taddeo Zuccai.

Il museo conserva la c. d. Galleria Altieri, una raccolta di quadri raffigurante in ordine cronologico tutti i Papi che si sono succeduti nella storia da San Pietro a Benedetto XVI, alcuni dei quali dipinti da Raffaello, Tiziano e Caravaggio.

Antichissima Città di Sutri

Sutrium è stata la prima colonia latina fondata dall’antica Roma, dopo la caduta dell’etrusca Veio.

La dominazione romana ha lasciato ampie tracce, oggi visibili all’interno del Parco urbano dell’antichissima Città di Sutri, un’area densa di siti archeologici, il più maestoso dei quali è l’anfiteatro interamente scolpito nel tufo, caratteristica unica nel suo genere.

Impressionante è anche l’ampia necropoli rupestre, anch’essa d’epoca romana e ricavata nel tufo.

Da visitare anche la chiesa della Madonna del Parto, ugualmente scavata nel tufo e ricavata in quello che in età imperiale era un mitreo.

L’accesso al parco è gratuito e libero, tuttavia è previsto un biglietto per accedere all’anfiteatro e al mitreo.

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