Scopriamo la Riserva delle Cesine nel Salento
di Redazione
26/01/2018
Storia della Riserva Naturale
Le Cesine, come le vediamo oggi, sono ciò che rimane di una vastissima area paludosa che si estendeva da Brindisi a Otranto. Una zona da sempre considerata insalubre per la presenza della zanzara anofele, portatrice della malaria. Verso la fine del 1800 si iniziò a bonificare la zona, tramite lavori di canalizzazione e di impianto di specie arboree che avevano il compito di assorbire l'acqua. Tutta la zona venne quindi quasi completamente prosciugata e trasformata in terreno coltivabile, che venne assegnato per circa metà della sua estensione alla regione Puglia mentre l'altra metà venne ripartita tra i braccianti che avevano partecipato ai lavori di bonifica. Negli anni '70 si iniziò a progettare la trasformazione dell'area in zona umida protetta, iniziando un'opera di sensibilizzazione e conservazione che portò, nel 1980, al suo riconoscimento come Riserva Naturale dello Stato e alla sua assegnazione al WWF, che la gestisce ancora oggi. Scopri di più in un bellissimo documentario firmato RAI e ospitato sul sito Aligros Immobiliare.La Masseria
L'area naturale delle Cesine ospita al suo interno una masseria, frutto di costruzioni in epoche diverse. La parte più antica è costituita dalla torre di avvistamento costruita nel XVI secolo. Tutta la struttura ospita oggi, dopo importanti lavori di ristrutturazione una foresteria, il centro visite, l'auditorium e un centro di ristoro per i visitatori.Flora e fauna
Le specie vegetali e animali ospitate nell'oasi sono numerose e particolarmente interessanti. La classica macchia mediterranea fatta di arbusti e cespugli, si affianca ai pini marittimi, ai cipressi e alle foreste di lecci. Molte le piante acquatiche che crescono negli stagni e intorno ad essi. Di particolare bellezza, nel periodo primaverile è la fioritura di alcuni tipi di orchidee spontanee. Sono tantissimi gli insetti che vivono nell'oasi, sia acquatici che terrestri e, a primavera il volo delle farfalle riempie l'aria di colore e allegria. In una zona umida come questa non possono mancare gli anfibi: raganella, rospo comune, rospo smeraldino ma anche il tritone italiano e il tritone crestato. Vi sono poi diverse specie di rettili: lucertole, ramarri, gechi, serpenti e testuggini palustri. Ma la parte del leone la fanno gli uccelli: mestoloni, alzavole, morette, folaghe, tuffetti, germani reali tra le specie acquatiche, fringuelli, usignoli, cinciarelle e qualche rapace che arriva nel periodo delle migrazioni, tra le specie terrestri. Non mancano ovviamente i mammiferi come tassi, faine, donnole e volpi.Articolo Precedente
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